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Hymnu Sardu Nationali

Solu in sa morte tzedere

Soliat su Sardu antigu

Né vivu a s’inimigu Ceder’happ’ego...


(Vittorio Angius)

 

disco himnusardu nationali

Nel 1843 lo storico Vittorio Angius, in occasione della terza ed ultima visita di Carlo Alberto in Sardegna, compose S'hymnu sardu nationali conosciuto anche con il titolo di Cunservet Deus su Re per via dell’incipit. Venne musicato quasi subito da Giovanni Gonella e successivamente cantato dalla mezzosoprano Camilla Rota. Uscì anche il 45 giri dell’etichetta discografica “La voce del padrone”, l’attuale EMI.

 

Il canto soppiantò definitivamente Su patriottu Sardu a sos feudatarios capovolgendo l’identità di un popolo che veniva ora presentato come sottomesso. Il nuovo inno divenne quello dell’Italia monarchica e veniva eseguito obbligatoriamente nelle

accademie militari, nelle scuole e durante tutti i festeggiamenti ufficiali fino al 1937 anno in cui lo si poté ascoltare per l’ultima volta durante la cerimonia in cui il papa Pio XI conferì la Rosa d'Oro alla regina Elena. Venne rispolverato successivamente in più di un’occasione, la più nota nel 2001, per la morte di Maria José di Savoia, ultima regina d’Italia.

 

L’elogio al Re fu originariamente scritto nella variante linguistica del sardo campidanese (esiste anche una versione in logudorese) ma successivamente venne tradotto in lingua italiana per via del pregiudizio che si aveva nei confronti del sardo considerato a lungo, purtroppo anche dagli stessi sardi, una lingua di “basso livello”.

 

Il canto veniva eseguito insieme alla Marcia Reale durante tutte le cerimonie ufficiali del regno nascente. Lo si poté apprezzare per la prima volta il 18 febbraio del 1844 al Teatro Civico di Cagliari, poi ai giardini reali di Torino davanti al Re a cui piacque molto e che per questo motivo decise di dare all’Angius una pensione annuale di ben cinquecento lire che gli fu poi sospesa durante la guerra. La partitura originale è custodita nella Biblioteca Universitaria di Sassari. Sulla carta rimase in vigore fino al 12 ottobre del 1946 e l’anno dopo, con la proclamazione della Repubblica, venne definitivamente sostituito dal “Canto degli Italiani” - conosciuto come l’”Inno di Mameli” - scritto dal compositore Goffredo Mameli che, ironia della sorte, era di origine sarda infatti era diretto discendente della famiglia aristocratica “Mameli dei Manelli” di Lanusei.

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